STORIE D'AMORE PERPETUO... O DE 'NA PERPETUA INNAMORA'!

creato nell'agosto 2005

 

 

Lo spettacolo viene portato in scena per la prima volta a Ponte San Nicolò

il 9 agosto 2005 (Parco Vita).

Nato col nome "Provemo farve ridare", da agosto 2005 ad oggi ha subito talmente tante modifiche che ci è parso giusto dare allo spettacolo un nome nuovo: è nato così "Storie d'amore perpetuo (o de 'na perpetua innamorà).
Troviamo Don Rino e la sua perpetua Ines, lui colto parroco di un piccolo paese di provincia che si sente “uno strumento nelle mani di Dio”, lei che racchiude le tipiche espressioni e mentalità legate alla cultura popolare: entrambi alle prese con riti da celebrare, fedeli da riavvicinare alla Parola, riposini pomeridiani da incastrare…

 

Don Rino ed Ines parlano e sembrano non capirsi, l’equivoco è all’ordine del giorno: “Ines, vorrei che ogni mattina andasse a prendermi del pane fresco e un giornale...” “Ma certo Don Rino, poiché sta scritto: dacci il nostro pane E il quotidiano!”. Ci sono Agostino e Jimmy: due commessi …un po’ particolari…e lasciamo a voi scoprire il perché!!!

C'è Duilio, marito di Ines, che elargisce al pubblico preziosi (PREZIOSI???) consigli sul matrimonio.
Il tutto condito con spontaneità e freschezza di battute, con diretti ed abili giochi di parole e doppi sensi, con un divertente studio espressivo dei personaggi che interpretano.

 

Ma è difficile tradurre in parole le emozioni della loro comicità: una descrizione, per quanto minuziosa, non potrà mai trasferire l’energia ed il calore che solo il coinvolgimento dal vivo trasferisce con l’espressione di un volto, di una battuta, di una scena.                  

                                    

 

Ci fanno ridere perché sono immediati e spontanei, perché ci ricordano il nostro prete, il commesso del negozio di fronte, la moglie del nostro amico, il marito burbero ma, in fondo, buono. Entrano nei nostri cuori perché si ride ma non si prende in giro, perché ci fanno cogliere la comicità della vita e delle persone, perché ci fanno ridere con uno stile pulito dove la volgarità non trova mai spazio.
 

Ci affezioniamo perché dei loro personaggi, e in fondo anche un po’ di noi stessi, mostrano i difetti estremizzandoli, ma soprattutto ne svelano il lato umano ed i valori fondamentali, quelli che li rendono “veri”, quelli che ci lasciano una morale da tener viva e tradurre nel nostro quotidiano.
 

E, alla fine, è l’amore che trionfa, come nella più bella delle favole.

 

 

Testi: Filippo Borille; Marco Zuin

 

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